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Archivio di Maggio 2009

Milano.

Domenica 17 Maggio 2009

In altri tempi un titolo del genere, se corredato della tag ‘Giro’, significava ultima tappa. Atmosfera da ultimo giorno di scuola, champagne per la maglia rosa, e un pizzico di malinconia per tutti noi ciclofili.

Quest’anno Milano saluta il giro da semplice tappa. Tappa tra l’altro complicata, perche` il circuito sara` corso a tutta, ma probabilmentevedremo una bella volata nella quale si potranno infilare alcuni bravi corridori, approfittando del fatto che c’e` tanta stanchezza dopo tante salite. C’e` da dire che la prima settimana di giro finora non ha detto molto sulla corsa rosa di quest’anno:

- Il migliore interprete di questo Giro e` Danilo di Luca. Sembra essere l’unico ad aver capito che c’e` una cronometro nella quale i distacchi si conteranno con la clessidra. Cosi` la cosa migliore da fare era quella di recitare la parte dei protagonisti sulle Alpi, e vedere poi cosa succedera` dopo le Cinque Terre;

- Basso fino adesso e` rimasto molto coperto. Ha sbagliato pochissimo, ed e` riuscito anche ad evitare incidenti diplomatici col bizzoso Pellizotti. Se alla crono riuscira` a rifilare un minuto a Danilo Di Luca, ed a perdere meno di due minuti da Leipheimer e da Rogers, potrebbe vincerlo, questo giro. Lui che con gli Appennini ha un feeling particolare;

- Leipheimer ha attaccato nella tappa di Bergamo probabilmente per capire come Di Luca reagisca quando non ha piu` sotto controllo la situazione. Abbiamo viso un ottimo Horner che sembra non aver particolari problemi a fare da gregario. Popovych sembra abbastanza in forma. Armstrong, piu` passano i giorni e piu` fa paura. Se Levy tiene sugli Appennini, potrebbe prendere la Rosa dopo la crono e portarla fino a Roma.

- Rogers e la sua Columbia sono una squadra fantastica. Affiatati e pieni di campioni. Rogers intanto puo` fare la voce grossa alla cronometro. Lokvist e` gia` stato maglia rosa e finora tiene bene. Boasson Hagen e` un diamante che spero nessuno si sogni di sgrezzare verso particolari tipi di corridore. Lasciatecelo cosi`, per favore: un folletto che scatta, fugge, tenta la zampata, ed e` anche contento di sprintare per secondi o terzi posti. E poi c’e` sempre quello che e` il migliore sprinter in circolazione. Cavendish non ha ancora vinto una tappa. Ma abbiamo pochi dubbi che ce la fara` prima di arrivare all’ombra del colosseo.

- I bocciati sarebbero tanti, ma non vogliamo elencarli tutti. Ci basta puntare un po’ il dito su Damiano Cunego. Uno che nel 2004 altro che Boasson Hagen…ci sono tante tappe adatte a lui, speriamo bene. Il Principino puo` ancora dare tanto spettacolo.

- Una parola sul vincitore di ieri, Siustou. Che corridore! Bielorusso, gia` campione del mondo a Verona nel 2004, ieri vince in una maniera molto interessante.

Direi il migliore viatico, un corridore di uno stato giovane, semi-sconosciuto, per la tappa nella citta` piu` multietnica d’Italia. Milano e` una citta` senza fiori, senza verde, senza niente. Ma con la gente. Tanta gente. Speriamo si riversino tutti sulle strade del Giro.

Bergamo Alta. Usatela!

Sabato 16 Maggio 2009

titolo come da sottofondo

Boasson Hagen ieri vince bene dopo una splendida discesa di Bertolini, corridore di Rovereto.

Oggi  l’arrivo in una delle città più belle di tutta Italia. Un appello ai big: cercate di dare battaglia su questa salita. primo perchè la cornice è splendida. Secondo perchè la crono si avvicina e le occasioni per avvantaggiarsi sono sempre meno.

Oggi sono in ritardo su tutto…giro compreso: vado a vedere la tappa, e al futuro.

Fuga d’altri tempi*

Venerdì 15 Maggio 2009

*titolo scontato.

Ieri discutevo sulle regioni di provenienza dei ciclisti italiani. Se probabilmente Lombardia, Veneto e Toscana la fanno da padroni, è più difficile trovare ciclisti marchigiani. Michele Scarponi viene proprio dalla marca. Questa regione spesso poco considerata ci ha regalato un bravo corridore, che quest’anno ha già vinto la Tirreno-Adriatico, e che ieri ha trovato alcuni buoni compagni di fuga (Kyrienka, già vincitore di una tappa l’anno scorso), ed altri meno buoni (Oscar Gatto, che non tira un metro forse perchè pensava arrivassero in volata). Così il buon Michele è partito quasi all’avvio ed è andato dritto per la sua strada, e lo hanno rivisto all’arrivo. Ottimo Boasson Hagen che si va a prendere il 2 posto con una bella sparata. Quarto Filippo Pozzato (che spero rivedremo presto a braccia alzate). Quinto Matthew Goss, che passerà alla storia come quello che ha vinto la prima corsa che ho visto dal vivo (Gp Liberazione 2006, ricordato ieri anche dal Bulba).

La tappa di oggi è insidiosissima. Nel club di ‘quelli che rimpiangiamo’, da queste parti oltre a Zabel e Bettini si aggiunge anche il mitico Falco Savoldelli, che oggi probabilmente avrebbe attaccato. Infatti dopo un falso piano lungo nonsoquanti km, ci sarà una discesa tecnica, impegnativa, e lunga fino all’arrivo. Anni fa Mazzanti vinse una bella tappa (dopo la squalifica di Bettini per volata irregolare) al termine di una discesa vicino Roma. Così come Cancellara tra pioggia e strade tortuose potrebbe esaltarsi. Addirittura potrebbero darsi battaglia i big: Basso lo conosciamo, potrebbe perdere anche 1 minuto, se piove. Allora perchè non Cunego, che magari potrebbe dare spettacolo sui tornanti come spesso gli è capitato verso il finale del Lombardia. Principino, aspettiamo da troppo tempo un tuo squillo. Perchè non oggi?

EDIT: grazie a bikechatter che mi ricorda che la lombardia è terra di grande ciclismo e di grandi ciclisti.

A Menchov la tappa, a Di Luca la maglia, a noi la noia. E la frase.

Giovedì 14 Maggio 2009

Menchov è venuto al giro per onorarlo. Intanto ha vinto una tappa, ora speriamo non si squagli come neve al sole. Questo oscuro (nel senso di non troppo appariscente) corridore russo da ieri entra in quella cerchia di corridori che hanno vinto almeno una tappa in tutti e tre i grandi giri. Per dire, un campione come Zabel non ci è mai riuscito. Questa particolare categoria comprende spesso quei corridori che hanno scansionato lo spettro di corse disponibili nel calendario, e che provano a vincere in svariati posti. La bici prima che un mezzo è un concetto: una espressione di libertà. E allora vincere ‘all over the world‘ è una maniera di interpretare al meglio il proprio sport. Un po’ come quegli allenatori di calcio che vanno ad allenare qualche strana compagine in terre assolutamente lontane, per alimentare racconti romantici e imprese memorabili.

La sbrodolata retorica mi è venuta spontanea, magari anche per alleviare la noia che ci ha avvolto al termine della due giorni dolomitica. Cosa ci hanno detto, le montagne delle province autonome? Che Di Luca, nuova maglia rosa, finora interpreta al meglio il suo giro d’Italia. Sa che perderà minuti alle Cinque terre, quindi intanto ha messo nel carniere una tappa e la maglia. Non ha guadagnato tantissimo sui diretti avversari, ma il suo ritmo è stato retto solo da pochi. Elenchiamoli, e alla fine potremo pronunciare la frase. Nell’ordine abbiamo Lokvist, ex-maglia rosa, che ha retto con fatica, Menchov succitato, Basso, Leipheimer e Rogers che affilano le lame (e le ruote lenticolari) per la crono, e non dimentichiamoci di Sastre, che sullo stare coperto e racimolare secondi passo dopo passo ci ha costruito una carriera.

Quindi dopo ieri non sappiamo chi vincerà il giro, ma abbiamo sicuramente capito chi lo perderà.

Cunego, fermato dalla saudade (purtroppo avevamo appena lasciato il Veneto), Armstrong (già, ma aspettiamo la crono per darlo finito), Pellizotti (per quelle unità ed unità che lo avevano messo tra i papabili) e, suo malgrado, Gibo Simoni dovranno da qui puntare ad una tappa o ad un po’ di gloria.

La tappa di oggi - ormai quasi finita - è lunga, molto lunga. Sono questi i momenti in cui rimpiango l’assenza di Bettini.

PS: giocate anche voi al totogiro!

Splendido Di Luca. Aspettando l’Alpe di Siusi.

Mercoledì 13 Maggio 2009

E Lðkvist in maglia Rosa. Armstrong staccato di una manciata di secondi. Cunego fermato dalla mononuc da un pedale che salta ai meno 500 e lascia l’onere della volata al ciclista del centro Italia.

Fino a lì la tappa era stata piuttosto noiosa. Prevedibilissima fuga. Ancora più scontata la presenza di Jens Voigt. Si scade veramente nel clichè quando il tedescone saluta la compagnia quando all’arrivo mancavano un paio di km e lui aveva ancora circa un minuto di vantaggio.

Riassorbito, provava Soler un paio di volte. La seconda con convinzione fino a circa quattrocento metri dallo striscione. Lì parte la sparata del campione abruzzese che lascia sul posto Soler, batte Garzelli e Pellizzotti e va a vincere per distacco. Quinto un redivivo e presente Simoni (cosa che mi fa mal sperare per oggi: negli ultimi anni Gibo non regge due sforzi di seguito, ma spero di essere smentito). Sesto Levy Leipheimer: quasi comincio a credere anche io che il capitano per il Giro sarà lui, visto che Armstrong in seguito all’unico attacco sferrato con un minimo di convinzione, si stacca inesorabilmente. Vedremo cosa combinerà in terra sudtirolese.

Nei 10 c’è anche Basso e - da non sottovalutare - Yaroslav Popovych. Cunego arriva appaiato con Bruseghin, e visto il percorso di questo giro, vedremo quali saranno gli ordini di scuderia.

Nell’insieme una tappa noiosa, corsa come un diagonalone: fuga-ripresi-volata. Peccato: era a mio avviso una tappa disegnata bene. Non vedo l’ora di sentire, a fine giro, gli scalatori che diranno ‘Probabilmente dovevamo attaccare X quando ce n’era la possibilità’. Sostituite X con un passista-scalatore a caso.

Oggi tappa corta (125 Km) ma tosta: andranno in fuga in tanti e guadagneranno bei minuti; potrebbero arrivare.

Serpa, Soler, Millar, Voeckler sono chiamati all’impresa. Tuttavia all’epoca tappe del genere hanno fatto la fortuna di Cunego. Vedremo se il principino sarà in grado di mantenere i piedi sulle pedivelle e di regalarci una bella impresa al giro, che oramai gli manca da troppo tempo.

PS: un link, segnalato da qui, per giocare a chi indovina i pronostici.

Peta in Rosa, Mark si Inchina*

Martedì 12 Maggio 2009

* La battuta non e` mia, era sulla gazzetta di qualche anno fa.

In ogni caso, come al solito le chiacchere stanno a zero. Petacchi stende tutti e conquista la maglia Rosa, meritatamente. Dopo il caos degli ultimi km lo spezzino, accompagnato da Di Luca vince, vince e con lui vince l’Italia intera. E se un ragazzotto dell’ isola di Man ti dice Italiano Pizza Spaghetti Mandolino Mamma rispondetegli che ci deve aggiungere anche le volate.

Da queste parti ieri si erano previsti anche attacchi da parte di Pozzato, Gilbert e compagnia finisseur-cantante. Sono arrivate due zampate: una da parte di Bruseghin, applauditissimo anche con la sua nuova pettinatura dai suoi numerosi tifosi accorsi sulle strade di casa. Il Bruse difficilmente parte, difficilmente vince, ma quando lo fa e` uno spettacolo. Anni orsono mi ricordo una sua bella sparata in quel di l’Aquila, vanificata da Di Luca. Prima o poi riuscira` ad alzare le braccia al cielo nella corsa rosa (finora ha vinto solo cronometro).

Discorso a parte merita Visconti. Il suo attacco e` stato ripreso appena poco prima dell’arrivo, ma la gamba c’e` e sicuramente la ISD una tappa in questo giro la portera` a casa.

Un applauso convinto e fiducioso anche al Piccolo Principe. Ragionavo ieri che secondo me stavolta Cunego ha l’occasione del secolo. Poiche` prendera` comunque una vagonata di minuti nella crono, a mio avviso deve sbizzarrirsi appena puo`, poiche` ha tutti i numeri per dare spettacolo. Quindi forza Damiano, il 5 posto di ieri potrebbe gia` tramutarsi in podio oggi.

Infatti la quarta tappa arriva a San Martino di Castrozza al termine di un percorso tutt’altro che semplice. Di piu`: le due asperita` nel finale sembrano suggerire tattiche ed attacchi continui. Mai come oggi “la corsa la faranno i corridori”. Se ci sara` un bel ritmo sul Croce d’Aune, allora ci potremo aspettare meno di 20 uomini all’arrivo.

Discorso a parte merita la maglia Rosa. Oggi cambiera` padrone, e scorrendo i nomi che seguono Petacchi troviamo Rogers, Lokvist, Armstrong, Di Luca, Popovych, Leipheimer, Pellizotti, Cunego. Insomma, stasera staremo probabilmente a discutere delle potenzialita` del nuovo leader della generale. Ognuno dei suddetti ha una storia a se`, ognuno di essi potrebbe dire la sua in tante fasi della corsa.

Oppure potrebbe esserci una fuga. Spesso ci troviamo a fantasticare, per poi tornare coi piedi per terra ed abbracciare l’ipotesi piu` probabile. Allora forza Serpa, Soler, Voigt e tutti gli altri, potreste avere gia` oggi il vostro momento di gloria.

Prima della Terza. AleJet, come hai superato Cavendish? Sul piano culturale.

Lunedì 11 Maggio 2009

Il Giro d’Italia, oltre ad essere senza dubbio la gara a tappe tecnicamente più complicata, offre tappa dopo tappa una serie di spunti su cui riflettere, e ogni giorno dei motivi in più per guardare la gara, o almeno rimanere informati.

- Da queste parti si pensava che Cavendish avrebbe preso la maglia rosa a Trieste, dopo una cronosquadre diciamo decente.

- Inoltre abbiamo speso centinaia di battute per specificare come Cavendish fosse in grado di vincere senza treno, infilandosi nelle volate come solo un ragazzotto dell’isola di Man (con una Sanremo già nel carniere, per dire) può fare, con quella incoscienza e coerenza propria dei pazzi e dei genii.

- Di più: si è sottolineato con la penna rossa che Petacchi senza treno non riusciva manco ad arrivare primo all’entrata della Posta.

Quasi il gruppo avesse letto le mie insinuazioni cariche di boria: una per una sono state smentite tutte.

- Infatti Cavendish ha ragionato alfuturo, conquistando la maglia rosa un giorno prima in un terreno a lui non così congeniale, ma con la squadra completamente dedita alla sua causa;

- Poi a Trieste ha perso, forse proprio perchè ha ragionato un po’ troppo su cosa fare invece di buttarsi a capofitto contro AleJet in un duello muscolare ai limiti del futurismo;

- E Petacchi ha vinto partendo lungo prima dello striscione, senza uno straccio di compagno, una lepre, una telecamera fissa che gli indicasse la via. Stavolta è scattato contando solo sulle sue gambe. Un atto puro che gli consegna una delle più belle vittorie della carriera, poichè ottenuta contro un avversario di valore assoluto.

A chiosa vorrei però specificare che la squadra gli è stata molto vicina nei momenti dove era importante piazzare lo spezzino nei primi posti. Pare che ci sia la regia di Danilo Di Luca nella perfetta intesa tra compagni che hanno guidato Petacchi nelle fasi più insidiose della tappa, che hanno lasciato non poche vittime. Attenzione a Di Luca, in un giro che si deciderà anche sull’Appennino potrebbe scrivere più di una pagina importante.

Passando al presente, oggi avremo il piacere di veder sfilare davanti a noi le terre di un popolo (i Furlan) per approdare a quelle - vinicole - di un altro (i Veneti).

Attenzione, attenzione, attenzione a questa tappa. Lunga e nervosetta, specie nel finale. Sembra esserci scritto sopra il nome di Pozzato, e il golden boy ieri si è fatto vedere per bene quando poteva. Gilbert, Gasparotto e (perchè no?) Cunego potrebbero dire la loro in una di quelle tappe che solo al Giro possiamo ammirare.

Tre piccole asperità prima dell’arrivo potrebbero fungere da rampa di lancio. Tre come le avemarie finali della messa di una volta. Non avremo dubbi che anche oggi, a declamare “Ite, missa est” sarà di nuovo un campione: solitario, in esigua compagnia, o davanti all’intero gruppo di fedeli. Che alla fine della funzione di 198 km potranno liberarsi finalmente in un “Deo Gratias”.

In tempi di giro c’è sempre una nuova tappa da aspettare.

Domenica 10 Maggio 2009

E c’è sempre una tappa precedente da commentare.
Ieri dunque tre squadre vicine 6 secondi (poi il vento ha fatto il resto, un po’ come quella volta). Cavendish si prende la rosa già ieri. Probabilmente oggi incrementerà il suo vantaggio ed avremo una classifica facilmente leggibile almeno fino al fatale mercoledì. Scontata la prova di forza della Astana, che lascia per strada giusto 13 secondi a Cavendish. Ma scommettiamo che se qualcuno andasse da Lance e dicesse: “Sai, hai ben 13 secondi di ritardo dal più forte velocista del giro” non crediamo che l’americano si metterebbe a piangere. Piuttosto pensiamo che il ritratto di ghiaccio del texano sarà solcato da un leggero sorriso, proprio perchè oggi ha messo a segno il suo primo colpo. Infatti tra gli uomini di classifica troviamo Di Luca ad 11′’, Menchov a 25′’, Basso a 27′’, Cunego a 29′’, Sastre a ben 36′’ e Simoni a quasi 1′. Naturalmente è sempre la prima tappa e blablabla, ma in un giro dove probabilmente la cronometro delle Cinque Terre sarà uno spartiacque fondamentale, partire bene proprio in questo esercizio sarebbe stata un buon esordio, e anche la prima tappa a mio avviso entrerà in quelle cose che contano.

Oggi Petacchi molto molto difficilmente potrebbe strappare la maglia Rosa a Cavendish. Vedremo però un primo esempio di come le geometrie dei treni si intersecheranno verso un finale che si preannuncia scoppiettante. Petacchi senza treno non cammina. Tante volte lo ricordiamo guardare stralunato McEwen che si inventava qualsiasi cosa per confondere un po’ gli avversari e sbucare da qualche impossibile pertugio negli ultimi 200. Cavendish in questo momento probabilmente può fare quello che vuole. Se ha anche un quarto della condizione che lo ha portato a trionfare a San Remo sarà difficile che AleJet possa precederlo allo striscione.

E poi c’è il paesaggio. La riviera Veneta e Friulana: da Jesolo, che apprendo essere la classica destinazione dei Veneti che dicono “Domattina andiamo al mare”, a Trieste, città che non ha certo bisogno del mio vaniloquio per essere descritta.

Quindi, mi raccomando guardate la tappa, se vi trovate in zona andate sul percorso, tifate, amate i corridori e il loro sforzo pieno di libertà, e a rileggerci nel futuro di questo Evento.

L’Evento - Giro 2009 #2 - I favoriti

Sabato 9 Maggio 2009

Si è già spiegato che sarà un giro davvero atipico. La crono fino alle Cinque Terre finirà per condizionare pesantemente la classifica, ma forse non sarà del tutto decisiva per la maglia rosa. C’è da dire che qualche anno fa, una crono così invasiva, consegnò il giro nelle braccia di sua maestà Basso, che pure dominò in salita tutto il resto delle tappe. E così è sempre successo anche ad Armstrong al Tour. Fortissimo a crono e fortissimo anche in salita. Questi sono due tra i grandi favoriti per la maglia rosa. Per quanto in tanti dicano che forse Lance non è in grado di fare risultato dopo tutti questi anni lontano dalle corse, io oenso che l’americano non si muove così a caso, e quindi penso farà un gran giro. La particolare conformazione di questo giro a mio avviso potrebbe essere molto favorevole a Cunego e Di Luca, che potranno dire la loro soprattutto nell’ultima parte del giro, quella appenninica. Mi aspetto una grande prova del principino sul Vesuvio, e del killer proprio nelle sue terre.

Bruseghin se alla crono azzecca la giornata potrebbe ripetere il colpaccio dello scorso anno (Cunego permettendo). Pellizotti è sempre lì e l’anno scorso è arrivato 4: potrebbe dire la sua (sempre che Basso non voglia azzittirci tutti). Per la serie “gregari di lusso”: Popovych la maglia rosa già la ha indossata, ma sembrano passati millenni. E nella sua Astana le prime linee saranno sempre troppe per avere un po’ di spazio. Ma non si sa mai: a Yaroslav (che è uno dei miei corridori preferiti) il giro è sempre piaciuto.

Poi ci sono i soliti noti: Sastre, tra una cosa ed un’altra, è sempre il vincitore in carica del tour de France. Menchov è uno che difficilmente esce dai primi 10. Leipheimer, a mio avviso, è il favorito per la crono, e se regge in salita sarà difficile toglierlo dai primi 5.

Tra gli aficionados della corsa rosa: Garzelli quest’anno potrebbe tentare di rimanere aggrappato ai migliori. Simoni corre per l’ennesimo podio, anche se difficilmente potrà ambire alla maglia Rosa. 

Tra quelli che potrebbero cercare gloria nei 10, Millar probabilmente farà una buona crono e potrebbe reggere anche in salita. Arroyo tenterà la zampata in qualche tappa adatta ai fuggitivi. Qui lo dico e qui lo nego: Cancellara potrebbe vincere la cronometro. Poi gli basterà non essere eccessivamente svogliato per cogliere un posto nei primi 30, che per lui sarebbe un ottimo risultato. Sempre che lo consideri un obiettivo. Valjavec sarà probabilmente l’uomo per la generale della AG2R, e non abbiamo dubbi che ci terrà a fare bella figur. Francesco Bellotti all’epoca era un giovane di belle speranze. Potrebbe puntare, perchè no?, ad una fuga.

Fin qui i favoriti per la generale (nell’accezione più generale del termine).

Nelle (poche) volate i nomi saranno, probabilmente, molto pochi. Il motivo è che ci sarà il più grande velocista del momento: Cavendish. Segnatevi su un foglio questo nome, perchè a meno di cadute sarà lui ad alzare le braccia quando dietro c’è un plotone di energumeni inferociti e bestemmianti che sfrecciano ai 70 poco prima dell’arrivo.

Poi c’è sempre Petacchi: AleJet ha costruito le sue fortune sul giro. Vedremo se quest’anno riuscirà almeno a mettere una firma. Ma l’impresa appare davvero difficile.

Dopo loro due ci sono gli altri: Forster, che pure ha già dimostrato il suo valore sulle strade del Giro, Allan Davis, che nelle volate dove c’è caos non manca mai, e Gasparotto. Ciclista, quest’ultimo, completo, simpatico e disponibile. Quando non dovrà lavorare per Cunego magari si infilerà in qualche volata insidiosa (Anagni?).

Gli altri nomi da ricordare sono tantissimi. Vediamone ancora alcuni:

Cancellara è uno dei ciclisti più forti del mondo. La sua sola presenza introduce un valore aggiunto al gruppo. Lo vedremo nelle crono (una vittoria a Roma sarebbe epica, anzi Eroica) e nelle tappe difficili (Milano). Sarà difficile che Fabian se ne vada senza una tappa.

Gilbert è uno alla Bettini, per dire, potrebbe infilarsi nei nervosi finali di tappa, oppure buttarsi in qualche fuga. Purtroppo non ha esattamente la nomea di vincente. Ma potrebbe, perchè no? iniziare proprio quest’anno.

Il trio Columbia: Pinotti - Rogers - Siutsou qualcosa potrebbe combinare, nelle crono e nelle fughe. In particolare l’ingegnere, se ‘motivato’ a dovere potrebbe magari vincere a Roma.

La Katusha porta una bella squadra: Pozzato (tappe insidiose come Anagni o Chiavenna); Brutt, Ignatiev e Mazzanti per le fughe. Li vedremo spesso, così come l’eterno Jens Voigt che sicuramente attaccherà in tappe come la Forlì-Faenza.

Vorrei dedicare un paragrafo a parte per il mio corridore preferito: Leonardo Bertagnolli torna al giro per scortare Gibo Simoni insieme ad uno squadrone (tra gli altri: Bertolini, Scarponi, Serpa). Anagni o il San Luca sembrano cuciti addosso a lui. La mia speranza più grande per questo giro è che riesca a portare a casa una tappa. Forza Leo!!

L’Evento - Giro 2009 #1 - L’analisi del percorso

Sabato 9 Maggio 2009

Anche quest’anno è arrivato l’Evento. Giro del centenario (di età, non di edizioni) atipico per direzione e verso (per il modulo, ci stiamo attrezzando…). Alpi, Appennini, Roma; da Nord a Sud, per 21 gare che saranno, come sempre, una più entusiasmante dell’altra. Perchè il Giro d’Italia è un mito. Period.

Si inizia, quindi, il 9 maggio, con un prologo da Venezia. E lo chiamano prologo…Venti km di cronosquadre sono una tappa impegnativa da non sottovalutare. I distacchi potrebbero già essere superiori al minuto. E in una corsa disegnata in maniera così imprevedebile non si può mai sapere.

Seguiranno un paio di tappe interlocutorie nelle quali ci potremo gustare i paesaggi del Veneto e del Friuli (si arriva a Trieste e Valdobbiadene), via Grado.

Dopodichè alla quarta tappa potrebbe esserci già battaglia. 162 km disegnati molto bene: ai 110 prima salita (Croce d’Aune) di una decina di km all’8%, poi discesa, fondovalle ed erta finale verso San Martino di Castrozza. Quasi 14km al 6% con picchi del 10%. Sarà importantissimo correre con intelligenza questa tappa, poichè il giorno dopo ci saranno 125 km insidiosissimi.

Infatti la quinta tappa, da San Martino di Castrozza all’Alpe di Siusi (in Alto Adige) parte fortissimo col passo Rolle (perfetto per i fuggitivi affamati di punti per la maglia verde). Poi fondovalle e una salita di 25km fino all’arrivo. Poi si fa presto, guardando l’altimetria, a dire che in mezzo c’è spazio per rifiatare, ma se le squadre imporranno un buon ritmo ci saranno dei distacchi interessanti.

Il giovedì avremo una tappa adattissima a fughe da lontano, con due bei montarozzi nel mezzo, in terra austriaca. Si arriva a Maryhofen im Zillertall dopo quasi 250 km. Difficilmente il gruppo avrà voglia di ricucire dopo le fatiche dei due giorni precedenti.

Saranno poi tappe imprevedibili, quelle immediatamente seguenti. Ci vorrebbe un’invenzione di quelle geniali per accendere la lunga (244km, 7a tappa) traversata da Innsbruck a Chiavenna, così come qualche folletto potrebbe approfittare del nervosismo negli ultimi km della Morbegno-Bergamo (8a tappa) dove potremo ammirare di nuovo le bellezze di Bergamo Alta. Arrivati alla seconda domenica Milano saluterà la carovana in un circuito da ripetere 11 volte, piuttosto tecnico. Vedremo se i velocisti perderanno il treno giusto.

Dopo il meritato riposo si sconfina dritti dritti nella leggenda. La Cuneo-Pinerolo sarà la 10a tappa di questo Giro del centenario. La sua storia è anche la storia del nostro Paese. Nel 1949 Fausto Coppi, dopo 192 km di fuga, vinse su Bartali nella giornata dove Mario Ferretti aprì la radiocronaca con la frase: “Un uomo solo è al comando, la sua maglia è bianco-celeste, il suo nome è Fausto Coppi”. Secondo classificato? Bartali.
Qualche anno dopo, sulla stessa distanza, vinse un altro mito del nostro sport, “Cuore Matto” Bitossi. Così come nei primi anni ‘80 fu Giuseppe Saronni, il “Fucilatore di Goodwood” a domare i 254km della tappa.
Quest’anno il percorso sarà leggermente diverso da quello leggendario. Avremo 262 km con Moncenisio e Sestriere (sempre particolarmente selettivo in questi ultimi anni), che dopo il taglio al BlockHaus (in tempi di crisi…) diviene la nuova Cima Coppi. Chi vuole vincere il Giro dovrà muoversi senz’altro, in questa tappa.

Il Mercoledì sarà quasi un day-after. Da Torino ad Arenzano (11a tappa) 214km piatti ma con un finale insidiosissimo, dove si dovranno mantenere i nervi più che saldi in vista del giorno dopo.

Infatti la 12a tappa sarà una cronometro individuale fino alle Cinque Terre (da seguire anche solo per ammirare gli incredibili paesaggi). Sessanta km a crono saranno probabilmente la fine delle velleità rosa di tantissimi corridori. Sarà importantissimo dosare le energie e non effettuare troppi cambi di ritmo nelle due salite e nelle difficilissime discese. Conteremo i distacchi con la clessidra.

Grazie al cielo la 13a tappa sarà una bella passeggiata fino a Firenze, ma da lì si ripartirà verso Bologna (14a tappa) in una asfissiante successione di salite che culminerà al San Luca (quel San Luca) dove se qualcuno avrà gambe, testa e pazzia per tentare un attacco, potrà guadagnare solo una trentina di secondi. La vittoria su un traguardo del genere vale comunque la candela.

Successivamente (15a tappa) potremo fare una bella gita in Romagna nei 161 movimentatissimi km. Le tappe sub-appenniniche sono un must per la corsa Rosa. Per dire, 5 anni fa verso Cesena scoprimmo lo splendido il muro di Sorrivoli. Probabile quest’anno una fuga, facilitata dalle tante asperità del percorso, tra cui il Passo dell’Eremo.

La terza settimana vedrà le asperità appenniniche protagoniste. Si parte fortissimo nella 16a tappa (237 km!) con l’ascesa fino al Monte Petrano, pasando per il Catria che già qualche anno fa lasciò per strada qualche bel pretendente alla maglia rosa.

Dopo il riposo di Martedì 26, la 17a tappa sarà un’altra sfida contro le proprie gambe ed il proprio cervello. O almeno lo speriamo. A dirla tutta la Chieti-Blockhaus è la classica tappa che a me non piace. Fare un diagonalone piatto e poi un salitone vuole dire offendere l’intelligenza tattica e la capacità dei ciclisti. In ogni caso, poichè la tappa rimane estremamente breve (circa 80km) potremmo forse avere uno spaccato di come si corrono i primi km delle tappe del giro: ritmi forsennati e attacchi continui.

Il giorno dopo una tappa interlocutoria tra Sulmona e Benevento (18a, 182 km) ci porterà al Venerdì 29. 19a tappa da Avellino ad Ercolano dove si scalerà il Vesuvio passando per la costiera Amalfitana (anche qui suggerisco di guardare la tappa). Prima della scalata al vulcano, un po’ di nervosismo nei tratti scoscesi di costa. e poi verso l’arrivo, l’ultima grande salita di questo Giro.

Sabato e Domenica saranno sostanzialmente passerelle. Ma che passerelle! Infatti il Giro ritorna in una delle città più straordinarie del mondo dopo molti anni. Napoli sarà sede di partenza per una passeggiata di 203 km verso Anagni. Attenzione agli ultimi km che saranno, come sempre nel caso delle colline laziali, molto insidiosi.

Per parlare dell’ultima tappa basterebbe metterne la planimetria. A Caput Mundi, tra via dei Fori Imperiali ed il Colosseo.
“Non importa chi vincerà, dopo un Giro così faticoso saranno stati bravi tutti blablabla”
Un paio di palle! La maglia rosa di quest’anno sarà particolare! Il primo della generale nel giro del centenario e il vincitore di tappa a Roma saranno due corridori felici perchè avranno qualcosa da raccontare ai nipotini: la vittoria di un Giro che è andato al contrario, la premiazione sotto al Colosseo, e in generale la consacrazione in una corsa di 100 anni che è un valore assoluto nella storia del ciclismo e dell’Italia.