Anche quest’anno è arrivato l’Evento. Giro del centenario (di età , non di edizioni) atipico per direzione e verso (per il modulo, ci stiamo attrezzando…). Alpi, Appennini, Roma; da Nord a Sud, per 21 gare che saranno, come sempre, una più entusiasmante dell’altra. Perchè il Giro d’Italia è un mito. Period.
Si inizia, quindi, il 9 maggio, con un prologo da Venezia. E lo chiamano prologo…Venti km di cronosquadre sono una tappa impegnativa da non sottovalutare. I distacchi potrebbero già essere superiori al minuto. E in una corsa disegnata in maniera così imprevedebile non si può mai sapere.
Seguiranno un paio di tappe interlocutorie nelle quali ci potremo gustare i paesaggi del Veneto e del Friuli (si arriva a Trieste e Valdobbiadene), via Grado.
Dopodichè alla quarta tappa potrebbe esserci già battaglia. 162 km disegnati molto bene: ai 110 prima salita (Croce d’Aune) di una decina di km all’8%, poi discesa, fondovalle ed erta finale verso San Martino di Castrozza. Quasi 14km al 6% con picchi del 10%. Sarà importantissimo correre con intelligenza questa tappa, poichè il giorno dopo ci saranno 125 km insidiosissimi.
Infatti la quinta tappa, da San Martino di Castrozza all’Alpe di Siusi (in Alto Adige) parte fortissimo col passo Rolle (perfetto per i fuggitivi affamati di punti per la maglia verde). Poi fondovalle e una salita di 25km fino all’arrivo. Poi si fa presto, guardando l’altimetria, a dire che in mezzo c’è spazio per rifiatare, ma se le squadre imporranno un buon ritmo ci saranno dei distacchi interessanti.
Il giovedì avremo una tappa adattissima a fughe da lontano, con due bei montarozzi nel mezzo, in terra austriaca. Si arriva a Maryhofen im Zillertall dopo quasi 250 km. Difficilmente il gruppo avrà voglia di ricucire dopo le fatiche dei due giorni precedenti.
Saranno poi tappe imprevedibili, quelle immediatamente seguenti. Ci vorrebbe un’invenzione di quelle geniali per accendere la lunga (244km, 7a tappa) traversata da Innsbruck a Chiavenna, così come qualche folletto potrebbe approfittare del nervosismo negli ultimi km della Morbegno-Bergamo (8a tappa) dove potremo ammirare di nuovo le bellezze di Bergamo Alta. Arrivati alla seconda domenica Milano saluterà la carovana in un circuito da ripetere 11 volte, piuttosto tecnico. Vedremo se i velocisti perderanno il treno giusto.
Dopo il meritato riposo si sconfina dritti dritti nella leggenda. La Cuneo-Pinerolo sarà la 10a tappa di questo Giro del centenario. La sua storia è anche la storia del nostro Paese. Nel 1949 Fausto Coppi, dopo 192 km di fuga, vinse su Bartali nella giornata dove Mario Ferretti aprì la radiocronaca con la frase: “Un uomo solo è al comando, la sua maglia è bianco-celeste, il suo nome è Fausto Coppi”. Secondo classificato? Bartali.
Qualche anno dopo, sulla stessa distanza, vinse un altro mito del nostro sport, “Cuore Matto” Bitossi. Così come nei primi anni ‘80 fu Giuseppe Saronni, il “Fucilatore di Goodwood” a domare i 254km della tappa.
Quest’anno il percorso sarà leggermente diverso da quello leggendario. Avremo 262 km con Moncenisio e Sestriere (sempre particolarmente selettivo in questi ultimi anni), che dopo il taglio al BlockHaus (in tempi di crisi…) diviene la nuova Cima Coppi. Chi vuole vincere il Giro dovrà muoversi senz’altro, in questa tappa.
Il Mercoledì sarà quasi un day-after. Da Torino ad Arenzano (11a tappa) 214km piatti ma con un finale insidiosissimo, dove si dovranno mantenere i nervi più che saldi in vista del giorno dopo.
Infatti la 12a tappa sarà una cronometro individuale fino alle Cinque Terre (da seguire anche solo per ammirare gli incredibili paesaggi). Sessanta km a crono saranno probabilmente la fine delle velleità rosa di tantissimi corridori. Sarà importantissimo dosare le energie e non effettuare troppi cambi di ritmo nelle due salite e nelle difficilissime discese. Conteremo i distacchi con la clessidra.
Grazie al cielo la 13a tappa sarà una bella passeggiata fino a Firenze, ma da lì si ripartirà verso Bologna (14a tappa) in una asfissiante successione di salite che culminerà al San Luca (quel San Luca) dove se qualcuno avrà gambe, testa e pazzia per tentare un attacco, potrà guadagnare solo una trentina di secondi. La vittoria su un traguardo del genere vale comunque la candela.
Successivamente (15a tappa) potremo fare una bella gita in Romagna nei 161 movimentatissimi km. Le tappe sub-appenniniche sono un must per la corsa Rosa. Per dire, 5 anni fa verso Cesena scoprimmo lo splendido il muro di Sorrivoli. Probabile quest’anno una fuga, facilitata dalle tante asperità del percorso, tra cui il Passo dell’Eremo.
La terza settimana vedrà le asperità appenniniche protagoniste. Si parte fortissimo nella 16a tappa (237 km!) con l’ascesa fino al Monte Petrano, pasando per il Catria che già qualche anno fa lasciò per strada qualche bel pretendente alla maglia rosa.
Dopo il riposo di Martedì 26, la 17a tappa sarà un’altra sfida contro le proprie gambe ed il proprio cervello. O almeno lo speriamo. A dirla tutta la Chieti-Blockhaus è la classica tappa che a me non piace. Fare un diagonalone piatto e poi un salitone vuole dire offendere l’intelligenza tattica e la capacità dei ciclisti. In ogni caso, poichè la tappa rimane estremamente breve (circa 80km) potremmo forse avere uno spaccato di come si corrono i primi km delle tappe del giro: ritmi forsennati e attacchi continui.
Il giorno dopo una tappa interlocutoria tra Sulmona e Benevento (18a, 182 km) ci porterà al Venerdì 29. 19a tappa da Avellino ad Ercolano dove si scalerà il Vesuvio passando per la costiera Amalfitana (anche qui suggerisco di guardare la tappa). Prima della scalata al vulcano, un po’ di nervosismo nei tratti scoscesi di costa. e poi verso l’arrivo, l’ultima grande salita di questo Giro.
Sabato e Domenica saranno sostanzialmente passerelle. Ma che passerelle! Infatti il Giro ritorna in una delle città più straordinarie del mondo dopo molti anni. Napoli sarà sede di partenza per una passeggiata di 203 km verso Anagni. Attenzione agli ultimi km che saranno, come sempre nel caso delle colline laziali, molto insidiosi.
Per parlare dell’ultima tappa basterebbe metterne la planimetria. A Caput Mundi, tra via dei Fori Imperiali ed il Colosseo.
“Non importa chi vincerà , dopo un Giro così faticoso saranno stati bravi tutti blablabla”
Un paio di palle! La maglia rosa di quest’anno sarà particolare! Il primo della generale nel giro del centenario e il vincitore di tappa a Roma saranno due corridori felici perchè avranno qualcosa da raccontare ai nipotini: la vittoria di un Giro che è andato al contrario, la premiazione sotto al Colosseo, e in generale la consacrazione in una corsa di 100 anni che è un valore assoluto nella storia del ciclismo e dell’Italia.