Chi ha vissuto a Roma negli anni ‘90, si ricorda di un giovane sindaco che scorrazzava tra i viali implatanati in motorino, con un bel faccione da bravo ragazzo, una storia importante, e una elezione che sostanzialmente ha segnato la fine di circa 50 anni di storia politica vecchia, marcia, clientelare, assassina, del nostro Paese.
La sfida tra Francesco Rutelli(FR) e Gianfranco Fini aveva in sè tutti i geni del quindicennio successivo. Il leader della destra post-fascista affrontava un leader della sinistra. Una sinistra nuova, innovativa, non comunista, più orientata a temi come ambientalismo, solidarietà , apertura alle nuove istanze della società . Roma cambiò radicalmente in quegli anni. Probabilmente in pochi riconoscerebbero la stazione Termini, Piazza del Popolo o la viabilità di Roma Nord-Ovest, solo per citare le cose più importanti, se guardassero a come erano prima degli anni ‘90. Tra le righe, i radicali sostennero quello che di lì a poco sarebbe diventato il sindaco, con lo slogan ‘Liste Pannella - Per il partito democratico’, ma questa è un’altra storia.
Tutto questo per dire che Francesco Rutelli non può essere considerato uno sprovveduto totale.
In molti, me per primo, si interrogano sul cambiamento del sindaco dai primi anni 2000 ad oggi. Ascoltando il suo intervento al congresso del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito, il 2009.03.01, probabilmente si capisce molto di più di quanto la stampa e gli ultimi avvenimenti ci comunichino su di lui.
Lo slogan di Radio Radicale (RR) è ‘Conoscere per deliberare’. Sicuramente chi acquisisce le sue informazioni sulla politica dai Telegiornali (Brrr…), da Ballarò, Porta a Porta, AnnoZero, e in misura minore, dall’ Infedele, non conosce. Ma tenta di deliberare, campionando i pensieri dei leader politici dal titolo, dallo schizzetto (magari perfettamente inserito nel sandwich) di 20 secondi, dalla nota di Capezzone e Vito (tanto per citare altri due celebri ex-radicali), dallo sguardo ammiccante alle telecamere dell’ultimo eroe degli ex-comunisti (ospite fisso di Floris).
Tramite RR possiamo ascoltare un intervento di 20 minuti di Francesco Rutelli. Possiamo ascoltare le sue istanze senza che ci sia Santoro che lo interrompe, o il suono di un campanello che preannuncia l’entrata di qualche eroe del gossip che dice la sua sull’ultimo tema più in voga nella ‘3 camera’. Possiamo, insomma, provare a conoscere, e dopo una necessaria integrazione con le informazioni che possiamo trovare sul web, tentare di deliberare.
Dunque cosa ha detto Rutelli? Lo possiamo ascoltare qui.
IMHO alcune sue visioni sono obsolete: “la tecnologia ci presenterà sfide sempre più ardue”. In realtà la tecnologia lungo tutta la storia ci propone sfide etiche sempre più complesse, e la strada migliore è sempre stata informare e legalizzare (che significa ‘rendere legale’, e quindi regolamentare e legiferare a proposito di qualcosa) mettendo al centro la volontà dell’individuo e la libertà di scelta senza imposizioni.
Penso che la sua opinione sulla difesa della vita come credo politico, se argomentata come ho sentito nell’intervento, sia da rispettare. Compresa la sua visione delle problematiche di fine vita incentrata sulla figura del medico, che dovrebbe essere (ma anche qui ci sarebbe da discutere) una persona più competente di un parente che, in alcune occasioni come nei casi delle ‘vite imperfette’ potrebbe trovare una sponda nel liberarsi di un impegno scomodo.
La risposta di Pannella è stata espressa nel suo solito stile Pannelliano (condito, in questo caso, dai sentimentalismi dovuti al rapporto che aveva con FR). Personalmente penso che intendesse qualcosa del tipo: d’accordo, hai idee differenti, ma vieni, esponile, e dialoghiamo, perchè la grandezza della democrazia sta nel poter dialogare. Tra l’altro lo stesso Pannella invitava ed era invitato ai congressi più disparati, non ultimi quelli dell’ MSI, ai quali andava e parlava di antifascismo.
Penso che un Rutelli così possa ancora dare molto al Partito Democratico.
Il problema è che Rutelli è anche un integralista, uno che ha portato in parlamento gente come Paola Binetti, uno che ha perso la mia città contro Alemanno (che, tanto per dirne una, ultimamente ha cianciato qualcosa riguardo le cornetterie notturne…). Probabilmente ai congressi c’è una atmosfera di alta politica. Lo stesso Pannella quando parla difficilmente dice cose insensate. Ma lui, rimane uno che ha spazzato via molte tra le menti più promettenti del suo partito, e mentre ciancia di Veltrusconismo, ha in ogni caso fatto eleggere 9 (bravissimi e, soprattutto, molto presenti ed attivi) parlamentari nel PD.
Quell’altro, FR, probabilmente dopo le europee andrà a fondare con Casini un nuovo partito.
PS: un’altra opinione sull’argomento, è stata postata oggi su uno dei migliori blog italiani. Per dire, quando vedo nei miei feed un nuovo post da lì, lo vado subito a condividere.