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Una brevissima nota politica

Lunedì 25 Gennaio 2010

dove per politica si intende quella che piace a me, quella basata sul dialogo e sul dibattito.

Dopo un ennesimo ascolto dell’ennesima puntata della domenicale conversazione Pannella-direttore Bordin, sono sempre più convinto che se anche il libro “Le nostre storie sono i nostri orti (ma anche i nostri ghetti)” si rivelasse la più straordinaria biografia-intervista mai scritta, non basterebbe comunque a caratterizzare e far conoscere il personaggio Pannella.

Bisogna ripescare, riascoltare le sue digressioni fatte di tic, pause, “come si chiama quello lì” detto quando invece lo sa benissimo, e le mitiche parole composte: “Santespa”; “Dalesconi” perchè c’è D’Ale e Sconi; “quando uno si tras-forma”; per arrivare all’ultima di ieri “con-vincere” vincere insieme.

E proprio ieri dopo una (estemporanea) presa di coscienza di Bordin, Pannella in qualche maniera dopo essere stato messo all’angolo, non esce. Semplicemente schiocca le dita e cambia la prospettiva del ring, mettendo il resto del mondo alle corde e uscendo addirittura, lui, dalla partita, diventando magari arbitro.

Riporto più o meno uno scambio di ieri:

Bordin (piuttosto alterato) “[…]perchè tu pensi di convincere Barbara Spinelli[…] sei convinto del dialogo, sei convinto della possibilità non di vincere ma di convincere […]”
Pannella “[…] quello che hai appena detto può essere definito come un dogma […] è la mia definizione di laicismo”
Bordin (basito) “beh…non è male”
Pannella (ormai su un’altro ring) “come è male…diglielo a Giuliano, al massimo”.

Sipario.

per vedere ed ascoltare la trasmissione di ieri: http://www.radioradicale.it/scheda/295966

due cose prima di chiudere:

la prima è che la definizione di laicismo come dialogo che garantisce l’equilibrio dei poteri, è presa pari pari da una definizione di A.Jemolo su un articolo de “Il mondo” dell’epoca (e da queste parti l’esperienza de “Il mondo” la apprezziamo in maniera particolare”;
la seconda è che se volete divertirvi, oggi c’è anche un simpatico giochino con il quale esercitarsi, sempre sul tema, a questo link:
http://malvino.ilcannocchiale.it/post/2425377.html

la blogosfera trema: Felipe installa Fed…NO! chiude il blog o.0

Giovedì 10 Settembre 2009

Scrissi all’epoca di come pollycoke.net fosse una delle esperienze più significative della blogosfera, per tanti motivi. Incredibilmente “lo sventurato rispose” citandomi in un suo post, in quello che è stato uno dei momenti più fortunati del mio piccolo blog di parole (Fogazzaro 2.0?).

Chiudere un blog è un’esperienza piuttosto convenzionale. Scrivere una sbrodolata con “i motivi dell’abbandono” lo è ancora di più. Tuttavia nell’autointervista emerge proprio quello che ha reso quel blog interessante:

[…]Aver dichiaratamente cercato di umanizzare argomenti altrimenti asettici come “desktop environment”, “interfaccia grafica”, “GNOME”, “KDE” eccetera[…]

Penso che alcuni tra i lettori più affezionati a Pollycoke.net siano quelli…che non lo leggono più! O meglio, quelli che lo seguono con interesse, ma che sono in grado di cercare tante informazioni anche da soli.

Tanti che non masticavano neanche un boccone del mondo GNU/Linux hanno trovato in quello spazio una specie di introduzione for dummies. Tuttavia c’è divulgazione e divulgazione. In particolare quella che non considera il lettore come uno stupido, bensì un profano intelligente, a mio avviso risulta la migliore. Così costruire un luogo dove si parla in maniera leggera di cose interessanti, senza fare duecento esempi di “come copiare un file”, pieni di $pippo, $pluto e $paperino, è stata una maniera carina di far appassionare una grande quantità di persone.

A mio avviso ne sentiremo ancora parlare. Se chiudere un blog raccontandosi è una procedura quasi standard nell’universo dei blogger, ancora più standard sono i “cavalli di ritorno”. Noi non abbiamo fretta, secondo me ci rivedremo in futuro.

PS: il titolo si riferisce a questo.

Zugà zugà

Domenica 14 Ottobre 2007
Comincia (e non so se continuerà mai) con questo post la serie dei ‘ricordi di liceo’. Mi avvalgo in questo caso della collaborazione di Francesco ’saturnino feroce’, che scrive in merito alle celebri parole greche:

Il prof A. assegnava, in quarto ginnasio, dei più a chi per alzata di mano rispondeva a delle domande che solitamente erano la conclusione di qualche declinazione. Quella volta aveva declinato quella parola e mancava solo il duale alzarono la mano sia P. che R. contemporaneamente (erano ancora vicini di banco dunque temporalmente siamo nei primi mesi di scuola). Il prof A. fece un cenno affinchè uno dei due rispondesse e R. disse zugà zugà, ma A. asserì che aveva alzato prima la mano P. e allora fece rispondere a lui che si limitò a ripetere ciò che aveva detto R. ( zugà zugà appunto) e il più se lo prese P. Da lì quelle due parole rimasero celebri.